Corriere della Sera –  1 aprile 2022

Due pullman, un viaggio di 3.000 chilometri fino all’Ungheria per recuperare 60 tra coristi, ballerini e tecnici del teatro dell’opera di Kiev, in fuga dalla guerra. A guidare la carovana umanitaria in partenza da Ravenna sarà Cristina Mazzavillani Muti.

La «missione»

Romagnola, presidente onoraria di Ravenna Festival, moglie del maestro Riccardo Muti, già quattro anni fa Cristina Mazzavillani Muti aveva dimostrato vicinanza al popolo ucraino e alla sua cultura. Nell’ambito del progetto Le vie dell’amicizia curato, nel 2018, aveva portato i musicisti dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” a incontrare quelli dell’Orchestra e del Coro dell’Opera Nazionale d’Ucraina, artisti della lontana Mariupol. Già all’epoca teatro di incomprensioni e conflitti, oggi città martoriata dall’assedio russo. “Penso a quel viaggio dove ci siamo stretti in un abbraccio fraterno e già nel 2018 si sparava a Mariupol – la dichiarazione diffusa in un videoappello raccolto dalle associazioni dalla presidente di Ravenna Festival – Ci chiamarono per questo messaggio di fratellanza, di amicizia. Ora ci dicono che non basta la musica, ci vogliono fatti di altra natura. Mettiamoci tutti insieme e facciamo il possibile per migliorare la situazione di questi esseri umani, pensando che potremmo essere noi in questo frangente. Un domani, chissà, saranno loro ad accoglierci”.

L’appello, poi la partenza

All’alba di lunedì 4 aprile, da Ravenna, Mazzavillani Muti partirà con la missione per salvare artisti dell’opera di Kiev. Ha raccolto la richiesta d’aiuto dal mondo dell’associazionismo e del volontariato ravennate (Ravenna Solidale) e ha dato la sua disponibilità ad accompagnare due pullman che viaggeranno verso l’Ungheria, a Lonya, al confine con l’Ucraina. Rientreranno il 6 aprile e l’accoglienza sarà organizzata in una struttura messa a disposizione da una cooperativa sociale. E quando arriveranno “la loro maniera di rispondere a quest’accoglienza sarà salire sul palcoscenico”. “L’appello che ci è arrivato non è banale. La cultura musicale – spiega all’Ansa Giovanni Morgese, coordinatore di Ravenna Solidale, che raggruppa le realtà del territorio riunite per l’emergenza ucraina – rappresenta l’identità di un Paese. Abbiamo raccolto i fondi e organizzato un gruppo. Faremo 3.000 km e andremo a salvare questo simbolo della cultura ucraina”.

 

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