Lunedì scorso, sei aprile, è partita la missione di salvataggio di Ravenna Solidale, che raccoglie il mondo dell’associazionismo e del volontariato ravennate. Dopo l’appello lanciato da Cristina Mazzavillani Muti per soccorrere gli artisti dell’Opera di Kiev, due pullman partiti da Ravenna hanno viaggiato attraverso l’Ungheria, con destinazione Lonya, al confine con l’Ucraina per recuperare 60 tra coristi, ballerini e tecnici, in fuga dalla guerra.  Oggi, è previsto il loro rientro, al momento volontari e artisti di Kiev si trovano a Vienna. I profughi saranno accolti nella struttura di via Don Angelo Lolli 5, della cooperativa sociale Le Pieve, che in queste ultime settimane ha attrezzato i locali con letti, stoviglie e tutto l’occorrente che potrà servire a queste persone.

“Ci siamo organizzati anche per assicurare un sopporto psicologico oltre che garantire tutta la parte logistica, dall’organizzazione dei pasti agli aiuti di prima necessità, considerato che i profughi avranno bisogno di tutto – spiega Idio Baldrati, presidente della cooperativa -. Per la mediazione linguistica pensiamo di farci aiutare da una nostra socia, di origine ucraina. Come La Pieve avevamo deciso di ritirarci dalla gestione dei Cas, ma il Consiglio di Amministrazione ha deciso, vista la grave emergenza, di tornare ad offrire questa disponibilità, mettendosi a disposizione della popolazione ucraina. La struttura dove in giornata saranno accolti gli artisti di Opera di Kiev è la ex-Casa del Clero, già destinata al progetto “Durante e dopo di noi” per soggetti con disabilità. In questo periodo di permanenza delle persone ucraine sospenderemo i lavori per il progetto Dopo di noi, e ne approfitteremo per portare avanti le pratiche burocratiche”.

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