Brisighella, studenti a lezione contro bullismo e cyberbullismo: legalità, salute e social al centro dell’incontro.

In apertura della mattinata, il Sindaco di Brisighella Massimiliano Pederzoli e l’Assessora Karen Chiarinii hanno portato i loro saluti istituzionali agli studenti e ai docenti presenti, sottolineando l’importanza di iniziative educative dedicate al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Entrambi hanno evidenziato il valore della collaborazione tra scuola, istituzioni e territorio per promuovere consapevolezza, rispetto e responsabilità nell’uso delle tecnologie digitali.
All’Istituto Comprensivo “O. Pazzi” di Brisighella una mattinata intensa e partecipata dedicata al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Un appuntamento che ha visto gli studenti protagonisti, coinvolti in un percorso di approfondimento tra legalità, salute e uso consapevole delle tecnologie.

A catturare l’attenzione dei ragazzi è stata la Dott.ssa Cristina D’Aniello, giudice della Corte d’Appello, che ha saputo trasformare temi complessi in un dialogo diretto e concreto. Attraverso esempi reali e continui momenti di confronto, ha spiegato in modo chiaro le conseguenze legali dei comportamenti scorretti, rendendo i ragazzi parte attiva nella comprensione dei reati.

Sul fronte sanitario, il Dott. Matteo Tebaldi, primario di cardiologia, ha posto l’accento sugli effetti dello stress legati al bullismo, soffermandosi in particolare sul cyberbullismo. Un fenomeno che, a differenza di quello tradizionale, non lascia vie di fuga: lo smartphone diventa un canale continuo di esposizione, capace di generare ansia, isolamento e ricadute sulla salute.

Spazio anche all’informazione con il giornalista ed editore Carlo Serafini, che ha affrontato il tema delle fake news, invitando gli studenti a sviluppare spirito critico e attenzione nella verifica delle fonti.
Determinante il lavoro svolto dalla scuola: il corpo docente e la dirigente scolastica, la Prof.ssa Maria Carmen Bandieramonte, hanno preparato gli studenti con cura, favorendo una partecipazione consapevole e attenta.
A supporto dell’iniziativa anche i dirigenti volontari Anna Redavid e Marcello Iervolino, impegnati nella costruzione di un metodo educativo che unisce teoria ed esperienza diretta.
Momento particolarmente coinvolgente l’arrivo dei cinofili della Guardia di Finanza, con una dimostrazione pratica di un cane antidroga. Un’attività che ha permesso di collegare il tema delle dipendenze alle dinamiche di gruppo, spesso alla base di comportamenti a rischio.

In chiusura, il presidente dell’associazione “Cuore e Territorio”, Giovanni Morgese, ha lanciato un messaggio chiaro: «Non bisogna vergognarsi se si è vittime di bullismo». L’invito è a parlare, chiedere aiuto e, se necessario, rivolgersi alle forze di polizia, oggi sempre più preparate ad affrontare questi fenomeni.
Una mattinata di formazione e consapevolezza, che lascia un segno concreto nel percorso di crescita dei ragazzi.